Potenza Bella Scoperta

Le tradizioni

La rappresentazione chiamata “Parata dei Turchi” si tiene ogni 29 maggio. La trama della Parata si svolge intorno ad una lontana storia di un imprecisato tempo medioevale in cui Potenza sarebbe vittima di un tentativo dei saraceni di invaderla e conquistarla risalendo il fiume Basento. I cittadini, impotenti dinanzi all’organizzazione militare degli invasori, si sarebbero rivolti così al vescovo, San Gerardo la Porta e questi, invocando una schiera di angeli guerrieri, avrebbe compiuto il miracolo di liberare la città dai suoi nemici. La cosa incredibile è che si tratta di una leggenda popolare e prova ne è il fatto che Potenza non fu mai conquistata dai Saraceni, diversamente da tante altre città e paesi dell’Italia. Ed allora perché proprio a Potenza una rappresentazione popolare che narra di paurosi Saraceni che tentato l’assalto ad una città. E’ una delle tante stranezze di Potenza. Si sono fatte tante ipotesi di tipo storico ma nessuna sembra essere soverchiante rispetto alle altre. La Parata dei Turchi rientra in un più generale ambito di feste popolari, quelle che in Spagna chiamano Festa dei Mori e dei Cristiani e la rappresentazione di Potenza in Italia è senza dubbio la festa dei Mori e dei Cristiani più importante per cui diventa ancor più curiosa ed interessante la messa a fuoco di un paradosso; la Festa dei Mori e dei Cristiani più importante d’Italia si svolge in una città che mai ha visto Mori o che mai ha dovuto piegarsi ad invasioni o conquiste musulmane o saracene. Alla Parata, regolata da qualche anno da un preciso e dettagliato disciplinare, partecipa tutta Potenza ed i figuranti arrivano anche al numero di 1400. La Parata definita non senza qualche paradosso ‘Storica’ si svolge lungo un tragitto di circa quattro km. e si snoda in tre quadri. Nel primo quadro sfila la Potenza del 1100, cioè del periodo storico in cui San Gerardo la Porta da Piacenza, vescovo e poi da secoli e secoli Patrono di Potenza esercita il suo magistero a Potenza. Segue il secondo quadro che raffigura i potentini del 1500, l’epoca in cui Potenza era governata dalla potentissima e saggia (anche illuminata) signoria dei Guevara, tra le primissime famiglie del regno di Napoli che elessero Potenza a sede dei loro affetti e della loro residenza. Completa la Parata il quadro del 1800, il periodo in cui uno storico locale, Raffaele Riviello, comincia a scrivere di questa ‘strana’ festa del popolo potentino. Nel corso del tempo la Parata o Sfilata dei Turchi ha assunto sempre più importanza e alcuni studiosi di tradizioni popolari l’hanno inserita ultimamente nel novero delle feste popolari più importanti d’Italia. I riconoscimenti hanno avuto anche uno sbocco istituzionale è oggi la Parata dei Turchi è ‘Meraviglia d’Italia per la Tradizione’ ed inoltre è stata candidata in qualità di bene immateriale alla designazione Unesco.