Potenza Bella Scoperta

L’IDENTITÀ, LE CARATTERISTICHE

Potenza è la città più alta d’Italia, intendendo per città un centro al di sopra dei 60.000 abitanti. Il suo punto più alto è a 823 metri in corrispondenza con la sua Basilica Cattedrale di San Gerardo, situata nel vecchio centro storico. E’ conosciuta anche come la ‘città verticale’ o come la ‘città delle Scale’. Questa caratteristica le dà una impronta, se non proprio unica, certamente molto caratteristica ed originale tra le cento città storiche d’Italia.

Potenza ha una conformazione orografica e fisica particolarissima. Città di scale, di ‘discese ardite e di risalite’, di ‘sopra’ e di sotto, di vedute dall’alto che possono dare le vertigini, di strade terrazzate (un po’ come a Genova ma con la montagna e non con il mare), di palazzi che da un lato sono più alti e dall’altro sono più bassi, e di scale, scale, scale … quante ne volete… di tutti i generi. Scale di antica pietra, ma anche scale tecnologiche, scale mobili. Potenza in questo campo detiene addirittura un record europeo; è la città in Europa con il più lungo percorso di scale mobili.

ll centro di Potenza è bello e caratteristico. E’ un tipico centro storico italiano e che,  più che a molti centri storici meridionali, assomiglia ai tipici centri storici dell’Italia centrosettentrionale. Un centro storico dall’inconfondibile impianto medioevale e nel quale sono ancora rilevabili non poche tracce della romanità; stradine strette, vicoli labirintici, epigrafi latine, palazzi di tutte le epoche e di molti stili, piazzette e slarghi, torri e porte medioevali, portici e quant’altro un tipico centro storico italiano può offrire.

Potenza città fredda e di austero aspetto (si diceva così già nel 1200), riservata, discreta, elegante, moderna (ma anche antichissima, al tempo stesso), piena di verde e circondata da monti, acque e boschi, talvolta romantica e finanche un pizzico ‘dark’, senza dimenticare una cucina tipica eccellente ed imperdibile, conosciuta ormai anche altrove. Potenza ha tante definizioni quante ne bastano e ne avanzano per mettere fuori pista chi vi capita. Non si mostra, nasconde i suoi scrigni ed i suoi tesori, sembra divertirsi a non farsi capire o a spiazzare. Questo gioco a nascondersi dura però solo fino a quando il visitatore è distratto o pretende di vederla secondo i suoi schemi. Se invece in questa città, che ha resistito a terremoti e guerre, che se ne sta in disparte e che disdegna di farsi ridurre a cartolina, il turista arriva con un atteggiamento empatico, curioso e rispettoso, ecco allora che la città meno solare e meno mediterranea del Sud Italia è disposta finalmente ad aprirsi ed a farvi partecipe di tutto ciò che veramente è e di tutto ciò che veramente ha da donare.

Ci si può perdere nei paradossi e nelle contraddizioni di Potenza, difficili finanche da cogliere perché celati da una prima immagine di superficie che mette tantissimi visitatori e turisti fuori strada. Come, ad esempio, quando si arriva dalla parte sud e quando ci si imbatte nell’anfiteatro di alti palazzi svettanti quasi verso il cielo (la veduta che di notte fa molto New York, come disse Pasolini quando la visitò), magari facendo l’errore di pensare che si tratti solo di una città moderna senza altre sorprese. Sbagliando clamorosamente perché Potenza riserva sorprese una dietro l’altra. Vero è che si tratta di una città con molti strati e molte immagini (anche abbastanza in contraddizione fra loro), di una città abbastanza complessa, considerando le sue dimensioni di città piccolo-media, di una città che non si lascia definire in due semplici parole e che non si lascia illustrare con una sola immagine o con una sola foto.

Un’altra caratteristica tipica di Potenza è che Potenza è un pezzo di Nord situato al Centro del Sud Italia (mentre, al tempo stesso, ulteriore paradosso, è anche, tra l’altro, che è il baricentro geografico del Mezzogiorno italiano). La ‘stranezza’ e la particolarità di Potenza sono alimentate anche da un mélange  tra elementi meridionali ed elementi nordici, elementi fisici, storici, caratteriali e culturali che, messi tutti insieme, non trovano altri riscontri nella parte meridionale dell’Italia. Ed è proprio in questo inedito mix che per i visitatori attenti e curiosi risiede una parte del fascino della città e dell’interesse o della curiosità che essa suscita.

Potenza è una città che incuriosisce proprio per la sua stranezza. Strana anche perché non risponde affatto ai luoghi comuni che una città tipicamente meridionale si porta con sé. Strana e diversa ancor più rispetto al suo stesso contesto regionale, il quale è noto per tutta una serie di narrazioni e di simboli, che non sono affatto anche i simboli di Potenza. Tutt’altro, anzi. Ad esempio, il cliché della regione arretrata e rurale non è estensibile per niente a Potenza, che ha, invece, un completamente differente immaginario ed un completamente differente universo culturale. Ma anche un impianto sociale borghese. Il visitatore o il turista perderebbero quindi il loro tempo se pensassero di andare a Potenza e di trovare i simboli che connotano gran parte della Basilicata o, quanto meno, i simboli che l’oleografia e le narrazioni derivanti dalla lettura, e spesso dall’abuso retorico, del celeberrimo libro di Carlo Levi (“Cristo si è fermato ad Eboli”) hanno proposto all’immaginario collettivo come simboli e narrazioni della intera regione Basilicata (Lucania). Nulla dei simboli e delle narrazioni basilicatesi/lucane quei turisti o visitatori troverebbero a Potenza (l’enfasi sulla cultura contadina, il neorealismo contadino anni ’50, i calanchi, le masserie ecc. ecc.). A Potenza troverebbero e troveranno tante altre cose, ma non quelle che connotano l’immagine che la Basilicata ha in Italia e nel mondo. Quindi, se la Basilicata o la Lucania suscitano interesse e curiosità per gli scenari e le situazioni descritte con tanta partecipazione emotiva da Carlo Levi, scenari e situazioni in grado di stabilire o affermare una diversità lucana/basilicatese rispetto all’Italia o all’Europa, a Potenza essi troverebbero o troveranno scenari e situazioni in grado di stabilire o affermare una diversità potentina rispetto alla stessa Basilicata o Lucania che dir si voglia.

PER SAPERNE DI PIU’: http://www.potentiareview.it/2016/11/20/potenza-narrazione-identitaria