Potenza Bella Scoperta

I quartieri sud e le scale

Il terzo percorso turistico cittadino vuole mettere in rilievo un altro dei simboli caratteristici di questa città e della ‘potentinità’; le scale. Sia di pietra, sia meccaniche e mobili. Pur non potendosi definire come dei monumenti veri e propri, nonostante ciò, le scale sono tra le caratteristiche e tra le attrazioni che distinguono maggiormente Potenza da tutte le altre città italiane. Il circuito di scale mobili di Potenza è il più lungo d’Europa. Il punto migliore per partire nel percorso, quindi, è la stazione posta alle spalle del Palazzo Ina. Si può prendere l’ascensore e scendere al livello di Piazza XVIII Agosto, una bella stazione delle scale mobili con alti ed imponenti archi ottocenteschi a tutto sesto. Da lì, le scale mobili si ‘inabissano’ sempre più in direzione dei quartieri sud con fermate e stazioni ad ogni livello, ognuna delle quali corrispondente ad una altitudine sempre più bassa fino a raggiungere la Stazione, questa volta ferroviaria, di Potenza Centrale. A dire il vero, la continuità tra l’ascensore di Via del Popolo e la Stazione di Potenza Centrale manca di un anello per potersi dire totale. A Viale Marconi bisogna costeggiare il vecchio Stadio Viviani, ormai quasi una traccia di archeologia calcistica (è uno dei più vecchi stadi italiani ancora in funzione) e riprendere le scale mobili davanti l’ex Palazzo della Banca Mediterranea per sbucare, dopo aver imboccato l’ultima stazione delle scale mobili dei quartieri a sud, davanti alla stazione ferroviaria. Rifacendo il percorso nel senso inverso per ritornare man mano verso il centro storico, il turista può soffermarsi nuovamente davanti al Palazzo ex Banca Mediterranea, attualmente in corso di ristrutturazione. Costruito dall’architetto potentino Dante Benedetto Maggio nel periodo che va dal 1975 al 1985, il Palazzo si può definire una originale rivisitazione in chiave postmoderna del Castello federiciano della vicina località di Lagopesole. Questa modernità innescata su una forma medioevale ha destato l’interesse di diversi e prestigiosi filosofi/teorici dell’arte e dell’architettura come, ad esempio, Gillo Dorfles, che ha scritto un saggio sul palazzo potentino apparso in un volume del 1985 a cura dell’editore d’arte milanese Mazzotta. Il Palazzo di Giustizia è la successiva tappa. Più che per i valori architettonici, è noto molto di più per essere la sede della Procura della Repubblica da cui sono partite, nel corso degli ultimi anni, clamorose e note inchieste giudiziarie, che hanno avuto una forte eco a livello nazionale. Risalendo ancora e girando verso destra e poi ancora verso sinistra ricominciano le scale, questa volta, in pietra. Su Rampa Pascoli si possono notare due interessanti costruzioni civili del periodo fascista in stile neorinascimentale. Scale e poi ancora scale finché si arriva alle lunghissima scalinata Leopardi, detta anche la Scala dei Cento Gradini. Questa scalinata ha destato recentemente l’interesse di alcuni studi di architettura urbana con un esperimento di restyling che ha ottenuto entusiastici consensi. Arrivati in cima, sulla destra, si osserva una piccola e affascinante costruzione civile in stile neorinascimentale e, girando verso sinistra, dopo un centinaio di metri, si incrocia ancora una costruzione altissima a metà strada tra razionalismo e futurismo. E’ il grattacielo della ex Biblioteca Provinciale di Potenza costruito durante il periodo fascista da uno dei fondatori del Movimento Razionalista-Gruppo di Roma, quell’Ernesto Puppo, che fu una delle archistar del Regime. Il Grattacielo di Corso Garibaldi, da anni in restauro, fu proprio la realizzazione più importante di Puppo. Piazza XVIII Agosto, luogo di reminescenze risorgimentali col busto del politico bresciano Zanardelli (il Presidente del Consiglio del Regno d’Italia che nei primissimi anni del 1900 si batté molto per la Basilicata) e con austeri, eleganti ed imponenti palazzi d’epoca del periodo ottocentesco-umbertino potentino, è lo snodo di quattro lunghi corsi che da essa si dipartono. Varcato un alto e massiccio arco comincia la salita delle Scale del Popolo costruite nel 1862. I lavori iniziarono lo stesso anno con la demolizione di Porta Mendola, una delle sei antiche porte medioevali che divideva l’attuale centro in sei sestieri. I lavori furono completati verso il 1880.